lunedì 9 maggio 2011

Una zebra un pò speciale

E’ una zebra un po’ speciale,
non è proprio un animale,
e se ci cammini sopra
non si fa neppure male.

Serve per attraversare
Con un po’ di sicurezza,
ma attenzione, per passare
usa sempre la prudenza!

Con la zebra sull’asfalto,
come un ponte in bianco e nero,
vai da un marciapiede all’altro…
e ci arrivi tutto intero. 




Post scritto da *Angela* 

Ricetta pasta di sale



INGREDIENTI

2 tazze di farina
2 tazze di sale fino
2 tazze di acqua
½ tazza di olio di oliva o di semi
Colla vinilica

PROCEDIMENTO:

Mettere in una terrina la farina e  il sale. Aggiungere l’ acqua un po’ per  volta e mescolare fino ad ottenere un impasto omogeneo,aggiungere un po’ di colla e d’ olio. L’impasto deve risultare liscio ed omogeneo,senza grumi.
Se dovesse risultare troppo molle basta aggiungere un po’ di farina, al contrario aggiungere acqua se dovesse essere troppo duro.
Una volta modellata la pasta deve essere fatta asciugare,questo procedimento può avvenire in forno a 50° per alcune ore.
Se volete un impasto colorato aggiungere il colore a tempera all’impasto altrimenti la pasta può essere colorata dopo l’ essiccazione.

Post scritto da *Giovanna*

Ricetta per fare il didò



INGREDIENTI:

4 tazze di farina bianca
4 tazze di acqua
4 tazze di sale fino
4 cucchiai di cremor tartaro
4 cucchiai di olio di semi
Colorante

PROCEDIMENTO:

Unire il colorante all’ acqua. Versare tutti gli ingredienti in un pentolino e mescolare tutto a freddo. Porre sul fuoco e far cuocere alcuni minuti(circa 3 minuti) continuando a mescolare energicamente con un cucchiaio di legno. Togliere dal fuoco il composto e porlo in una ciotola. Lasciare intiepidire qualche minuto quindi impastarlo con le mani.

Post scritto da *Giovanna*

La piccola fiammiferaia



Era la fine dell'anno faceva molto freddo. Una povera bambina camminava a piedi nudi per le strade della città. La mamma le aveva dato un paio di pantofole, ma erano troppo grandi e la povera piccola le aveva perdute attraversando la strada.
Un monello si era precipitato e aveva rubato una delle pantofole perdute. Egli voleva farne una culla per la bambola della sorella. La piccola portava nel suo vecchio grembiule una gran quantità di fiammiferi che doveva vendere. Sfortunatamente c'era in giro poca gente:
infatti quasi tutti erano a casa impegnati nei preparativi della festa e la poverina non aveva guadagnato neanche un soldo. Tremante di freddo e spossata, la bambina si sedette nella neve: non osava tornare a casa, poiché sapeva che il padre l'avrebbe picchiata vedendola tornare con tutti i fiammiferi e senza la più piccola moneta.
Le mani della bambina erano quasi gelate. Un pochino di calore avrebbe fatto loro bene!
La piccola prese un fiammifero e lo sfregò contro il muro. Una fiammella si aceese e nella dolce luce alla bambina parve di essere seduta davanti a una grande stufa!
Le mani e i piedi cominciavano a riscaldarsi, ma la fiamma durò poco e la stufa scomparve.
La piccola sfregò il secondo fiammifero e, attraverso il muro di una casa, vide una tavola riccamente preparata. In un piatto fumava un'oca arrosto.... All'improvviso, il piatto con l'oca si mise a volare sopra la tavola e la bambina stupefatta, pensò che l'attendeva un delizioso pranzetto. Anche questa volta, il fiammifero si spense e non restò che il muro bianco e freddo.
La povera piccola accese un terzo fiammifero e all'istante si trovò seduta sotto un magnifico albero di Natale. Mille candeline brillavano e immagini variopinte danzavano attorno all'abete. Quando la piccola alzò le mani il fiammifero si spense. Tutte le candele cominciarono a salire in alto verso il cielo e la piccola fiammiferaia si accorse che non erano che stelle. Una di loro tracciò una scia luminosa nel cielo: era una stella cadente.
La bambina pensò alla nonna che le parlava delle stelle.
La nonna era tanto buona! Peccato che non fosse più al mondo.
Quando la bambina sfregò un altro fiammifero sul muro, apparve una grande luce. In quel momento la piccola vide la nonna tanto dolce e gentile che le sorrideva. -Nonna, - esclamò la bambina - portami con te! Quando il fiammifero si spegnerà, so che non sarai più là.
Anche tu sparirai come la stufa, l'oca arrosto e l'albero di Natale! E per far restare l'immagine della nonna, sfregò uno dopo l'altro i fiammiferi.
Mai come in quel momento la nonna era stata così bella. La vecchina prese la nipotina in braccio e tutte e due, trasportate da una grande luce, volarono in alto, così in alto dove non c'era fame, freddo né paura. Erano con Dio. 

Post scritto da *Veronica*

La cicala e la formica


La cicala aveva cantato spensierata per tutta l’estate, ma quando arrivò l’inverno si rese conto che non aveva niente da mangiare.
Così andò dalle formiche, che dopo un lungo lavoro stavano trasportando ancora chicchi di riso essiccati.
Allora si avvicinò e chiese:
“Care formiche mi date qualcosa da mangiare?”
E la più anziana rispose:
“D’estate hai cantato e adesso d’inverno balla!”
LA TROPPA SPENSIERATEZZA SI PAGA A VOLTE

Il leone e il topo



Un giorno un topolino gironzolava per la foresta, quando si imbatté nel feroce leone che fortunatamente era addormentato.
Si fermò e pensò : “Che splendida pelliccia e che bella criniera, sarebbe stupendo giocare a nascondino là in mezzo”. Così, si arrampicò e cominciò a scivolare dalla criniera lungo tutta la schiena fino ad arrivare alla coda.
D’ improvviso il leone si svegliò molto arrabbiato; il un topolino, infatti, aveva disturbato il suo sonno, e cominciò a ruggire forte e a dimenarsi.
Il piccolo animale tremante e assai impaurito implorò il leone di risparmiarlo, dicendo: “O potente leone ti prego non uccidermi e chissà che un giorno non sia proprio io a salvarti la vita”. Il leone che tutto sommato era un animale intelligente, lo lasciò andare e il topolino si rifugiò nella sua tana spaventato a morte.
Passò qualche tempo quand’ecco che un giorno mentre il topolino stava passeggiando per un sentiero sentì dei tremendi ruggiti. Si avvicinò e vide che il leone era prigioniero in una rete dei cacciatori.
Il leone allora disperato disse:
“ O caro topolino sono finito o morto o in gabbia!”.
Ma il topolino memore ancora del servigio del leone cominciò a rosicchiare le maglie della rete e dopo un lungo lavoro il leone fu libero.
“Ti devo la libertà - disse il leone - farò quello che vuoi per dimostrarti la mia gratitudine”.
“Non ti preoccupare caro leone - disse il topolino - ti ho reso solo il favore che ebbi da te un giorno”.
ANCHE I POTENTI, A VOLTE, POSSONO AVERE BISOGNO DEI PIU’ DEBOLI 

Post scritto da *Veronica*

Il corvo e la volpe



Una bella mattina di primavera comare la volpe si aggirava per la campagna stanca e indispettita e soprattutto affamata: era tutta la notte che cercava qualcosa da mettere sotto denti. Cammina e cerca. All’improvviso scorge sopra un ramo di un albero compare il Corvo che teneva nel becco un bel pezzo di formaggio stagionato.
Alla volpe venne l’acquolina in bocca e decise che quella pietanza poteva essere un’ottima consolazione per le sue vane ricerche.
Ma il corvo era appollaiato su un ramo troppo alto e con un salto non sarebbe mai arrivata a rubargli il formaggio , così decise di servirsi dell’astuzia.
“Buon giorno compare il corvo!”.
“Buon dì comare la Volpe, qual buon vento vi porta da queste parti”.
“Facevo una passeggiatina dopo aver fatto un ottima scorpacciata. E’ un piacere incontrare un uccello così bello”.
Il corvo che era molto vanitoso ,cominciò a dimenarsi dalla gioia, e la volpe continuò. “Dico sul serio, con quelle penne così nere come il cielo senza stelle e soprattutto con quella voce, migliore di un usignolo!!!”.
A quelle parole il corvo , colmo di gioia , spalancò il becco per lanciare un bell’acuto, anche se dalla sua gola uscì un orribile gracidio. Il formaggio invece cadde a terra e la volpe lo divorò in un sol boccone, dicendo “Grazie signor corvo per il formaggio e per il bel concerto”… E il corvo per la stupida vanità rimase a bocca asciutta.
LA VANITA’ ANCHE TRA GLI UOMINI MOLTE VOLTE MANDA IN ROVINA. 

Post scritto da *Veronica*

Visualizzazioni totali